Descrizione

INTRODUZIONE:

Le miniere metallifere del Massetano sono state e saranno sempre segno di grandi ricerche. Esse invitano grandemente l' animo degli industriali per doppio rispetto; primamente per la loro celebrità passata, poi per la grande estensione di apparenze metalliche che presentano. Per rispetto della prima parte non si può vedere senza grande sorpresa la vastità dei lavori antichi che in quei paesi sono stati eseguiti, indizio certo della loro durata per molti secoli. Per rispetto della seconda parte ogni geologo che trae a visitar il Massetano, osserva un' abbondanza di materie metalliche sparse sopra una grande superficie di quel paese, e non pure il geologo ma qualunque altra persona che si affaccia a scorrer quei monti ravvisa subitamente la profusione metallica che vi occorre.

L. Pilla, Sopra la ricchezza minerale della Toscana. Pisa 1845

 

ATTIVITA'  MINERARIA IN EPOCA ANTICA

L' attività di sfruttamento dei giacimenti minerari presenti in area massetana ha inizio durante la prima età dei metalli. Le Colline Metallifere, ricche di ferro, rame, piombo e argento, occupano una posizione importante nella lavorazione metallurgica fra tardo Eneolitico ed inizio età del Bronzo. Con l' età del Ferro la produzione metallurgica diviene un aspetto peculiare dell' intera regione.

Le testimonianze archeologiche di escavazioni minerarie attribuite agli Etruschi si rivelano importanti per qualità e quantità.  La galena argentifera, unita alla blenda e alla calcopirite costituisce uno dei minerali del filone massetano particolarmente ricco in prossimità del Lago dell' Accesa il cui insediamento ne testimonia lo sfruttamento già in epoca etrusca.

La semplicità e la similitudine delle tecniche, così come degli attrezzi utilizzati nelle coltivazioni minerarie, impediscono di stabilire una netta distinzione fra le attività compiute durante il periodo etrusco e l' epoca medievale. I pozzi presenti sul Poggio di Serrabottini, Podere Infernuccio, Poggio Lecceta, Poggio al Montone si localizzano in aree in cui lo sfruttamento era già attivo in epoca etrusca.

In particolare le cavità rinvenute presso Serrabottini, riscontrabili su una estensione di circa due chilometri in numero di circa trecento unità  si presentano con una disposizione in serie. Raggiungono una profondità di circa 60-80- metri.

L’attività mineraria medievale riprende a fine XII inizio XIII secolo seguendo, anche nell' area delle Colline Metallifere, tecniche di origine germanica. Negli Ordinamenti Massetani sono citati i giacimenti minerari di Pozzoia, localizzato nell'area di Niccioleta e sui colli di Lecceta e Serrabottini; il campo di Piastraio, attualmente individuato all' interno dell area di Pozzoia ed il giacimento del Ceciaione, corrispondete alla zona delle Bruscoline.

L'ATTIVITA' ESTRATTIVA DALLA FINE DELL 800, NASCITA DI DUE CENTRI IMPORTANTI

Verso la fine del 1800 si ha in tutto il territorio delle Colline Metallifere una riscoperta dei giacimenti metalliferi antichi che porta ad una conseguente crescita di impianti estrattivi che si estenderanno e consolideranno per tutto il 900. I giacimenti più importanti sul territorio di Massa marittima sono senza dubbio quello di Niccioleta e di Fenice capanne.

NICCIOLETA:

Le ricerche iniziarono in tempi relativamente recenti, tra il 1896 e il 1898, e permisero di scoprire nella zona la presenza di una discreta quantità di minerali di zinco. Dopo l’acquisto dei giacimenti da parte della Società Montecatini, nel 1913 si aprì una seconda fase di ricerca. Vennero riaperti in questo periodo due vecchi pozzi, già sfruttati in epoca medioevale (nella valle dello Stregaio e la vecchia galleria dei Morti). Dopo vari anni di ricerche infruttuose, negli anni trenta furono scoperti due enormi giacimenti di pirite, che dettero il via ad un ingente ampliamento degli impianti ed alla nascita di un abitato. Fra il 1933 e il 1936, la Montecatini, insieme al Comune di Massa Marittima, creò accanto agli impianti minerari un complesso residenziale, allo scopo di offrire accoglienza ai minatori, alle loro famiglie e agli impiegati, dietro pagamento di un affitto dal valore simbolico. Nel nuovo villaggio furono così costruite, nella parte più alta, il villino del direttore e altre villette per il personale dirigente, e nella parte bassa blocchi di case di tipo popolare per gli operai, oltre alla chiesa e ad uno spaccio aziendale. Più in basso i “camerotti”: erano costruzioni ad un piano, divise all’interno in tante stanzette quadrate che ospitavano gli operai scapoli e quelli senza famiglia, che vivevano la dentro a gruppi di quattro per stanza. La miniera fu inoltre dotata di un’infermeria ed impianti igienici. Sul finire degli anni Ottanta la produzione di miniera era ormai ridotta; il potenziamento della vicina miniera di Campiano indusse a una progressiva diminuzione dell’attività della miniera di Niccioleta, che chiuse nell’ottobre del 1992.

FENICE CAPANNE:

L' attività mineraria di Fenice Capanne riprese in modo intensivo ai primi del 900 quando venne deciso sfruttamento del giacimento Accesa-Serrabottini. I primi lavori eseguiti erano situati nelle adiacenze dell' attuale borgo e consistevano in numerosi pozzi e gallerie fra cui i più importanti sono il Pozzo Carlo e il Pozzo Salerno. Negli anni 50-70 le coltivazioni si spostarono a sud nella zona del Carpignone (La Pesta) e durante questo periodo venne accertata la presenza di materiale sfruttabile ancor più in profondità, iniziò quindi lo scavo di una rampa camionabile che permetteva ai moderni mezzi utilizzati di accedere direttamente ai cantieri di coltivazione. In questo stesso periodo vennero costruiti i nuovi impianti di trattamento del minerale, capaci di lavorare 2.000 tonnellate al giorno di materiale. L'attività continuò fino alla fine degli anni 80 quando inizio un periodo di declino fino alla definitiva chiusura nel 1993.

La lunga storia  mineraria nel Territorio di Massa Marittima cesserà definitivamente  nel Marzo 1995 quando verrà chiuso l' ultimo pozzo minerario, si chiude cosi un capitolo importantissimo che ha caratterizzata questo territorio dal tempo degli etruschi.  Questo piccolo contributo vuol essere una testimonianza di ciò che le miniere sono state affinché non si  dimentichi il sacrificio dei numerosi Minatori della zona.

Località

Massa Marittima, Grosseto, Italy

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