Descrizione

LA ZECCA E LE MONETE DI MASSA DI MAREMMA
L’11 aprile 1317 alcuni componenti della famiglia Benzi di Siena [Sozzi 1999], guidati da Niccolino di Giacomino, firmarono un contratto con il Comune di Massa, rappresentato dal sindaco Muccio del fu Buonaventura Scussetti, per aprire un’officina monetaria in città dal 1° maggio di quello stesso anno fino all’anno successivo. Le due parti contraenti stabilirono una serie di patti e condizioni: i Benzi, ad esempio, dovevano fornire la zecca, detta bolgano, di tutto il necessario, mentre il Comune di Massa si impegnava ad acquistare allo scopo un edificio e a garantire che nessun’altra persona battesse moneta nella città di Massa e nel suo territorio.

 

Nominali emessi
La zecca fu aperta per autorità del Comune con il proposito di coniare tre tipi di monete utilizzando l’argento e il rame locali: il Grosso d’argento da 20 denari, il Grossetto d’argento da 6 denari e il Denaro piccolo in mistura. Attualmente si conoscono due varianti del Grosso, tre varianti del Piccolo e nessun Grossetto, che risulta assente anche nella circolazione monetaria dell’epoca [Sozzi 2019a, 2019b].

Nel Museo Archeologico di Massa Marittima si conservano un esemplare della prima variante del Grosso e uno della seconda variante del Piccolo.

 

Periodo di apertura dell’officina monetaria
La zecca fu attiva in modo certo dal maggio 1317 fino al 1318 e le sue monete circolarono fino a tutto il 1319. Al momento non si conosce la data di chiusura della zecca ed è del tutto arbitraria l’affermazione di molti storici locali che la fanno coincidere con il 1335, ultimo anno di autonomia della Repubblica massetana o massana, come veniva frequentemente chiamata nel Medioevo.

 

Sede
Fu messo a disposizione dell’officina monetaria un palazzo di proprietà del Comune situato all’interno delle mura cittadine, in origine probabilmente appartenuto ai conti Alberti di Monterotondo Marittimo. Quando Massa divenne soggetta a Siena, l’edificio passò ai conti di Sassetta, della famiglia Gherardesca, e il 13 ottobre 1401 questi lo vendettero, per 35 fiorini d’oro, al vescovo massetano Niccolò Beruto per ampliare il confinante episcopio, collocato all’epoca nel palazzo dei conti di Biserno. La Palazzina della Zecca si trova nell’odierna via Norma Parenti nel Terziere di Borgo, al numero civico 22: al piano terra vi è la sede della Società dei Terzieri Massetani mentre ai piani superiori sono state ricavate abitazioni private.

 

 

Attrezzature
Sono noti diversi conii della zecca massana ubicati come segue:
Volterra, Pinacoteca: un conio di incudine e uno di martello del grosso [Sozzi 2003, 2019b];
Siena, Museo Civico: 6 conii di martello del grosso [Sozzi, Fiori 1998];
Massa Marittima, Museo Archeologico: un conio di martello del grosso e uno del denaro piccolo [Sozzi 2000, 2003, 2019b].

 

Fonti archivistiche
Per la zecca massana: A.S.S., Diplomatico Riformagioni Massa, 1317 aprile 11.
Per pagamenti in moneta massana: A.S.S., Capitoli n. 45- c. 85, 1317 novembre 10; A.S.S., Diplomatico Riformagioni Massa, 1317 dicembre 2; A.S.S., Diplomatico Riformagioni Massa, 1319 dicembre 13.

Massimo Sozzi

Località

via Parenti 23, 58024 Massa Marittima Grosseto, Italy

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