Descrizione

DALLA MAREMMA AL PARADISO
Ambrogio, Bernardo e Giacomo furono i tre frati Minori che nella prima metà del XIII secolo abbracciarono la regola del poverello di Assisi nel convento di San Francesco a Massa di Maremma e in seguito la illuminarono per le loro virtù. Per questo motivo sono giunti alla gloria dei cieli e la tradizione vuole che, insieme a san Cerbone, costituiscano i cosiddetti “santi protettori massetani”, ritratti nella prima metà del Seicento da Raffaello Vanni in una bella tela che si conserva ancora nella chiesa di S. Francesco a Massa.

Dei tre beati Ambrogio è senza dubbio quello di cui abbiamo più notizie. Il suo nome e suoi brevi e generici profili compaiono in una vasta serie di testi raccolti sotto la denominazione di ‘fonti francescane’, ma la fonte principale per la sua biografia è un documento del 1240 che si conserva nell’Archivio di Stato di Orvieto, dove Ambrogio morì in odore di santità. Si tratta dei verbali – redatti in latino – degli interrogatori di molteplici testimoni, frati e laici, a proposito della sua vita, delle sue virtù e dei miracoli verificatisi dopo la morte, raccolti al fine di ottenerne la canonizzazione dal papa.

Ambrogio nacque al Cotone, località posta nella Maremma grossetana che all’epoca doveva rivestire una certa importanza se nella memoria locale le è rimasta la denominazione di “città”. Di essa oggi resta solo un castello diruto e abbandonato nella valle del Trasubbie, nel territorio comunale di Scansano. Ambrogio, che aveva abbracciata in un primo momento la vita ecclesiastica come chierico nel suo paese, l’aveva in seguito abbandonata. La tradizione francescana ascrive all’ascolto della predicazione di frate Morico il suo ritorno alla vita clericale: dopo aver udito le toccanti parole di frate Morico, uno degli apostoli di san Francesco, che “dal suo santo superiore fu destinato a predicare in Toscana, nella qual provincia il glorioso patriarca haveva più conventi fondato”, Ambrogio riprese i voti e condusse vita ecclesiastica tanto rigorosa che divenne pievano della chiesa del Cotone. Si deve invece a un secondo ciclo di predicazioni di Morico in Maremma, nel 1224, la sua scelta di vestire l’abito dei Minori. Dopo aver rinunziato a tutti i suoi beni terreni e alla pievania, fu indirizzato dallo stesso Morico al convento di San Francesco a Massa di Maremma, da cui in seguito prese l’appellativo, essendo qui nato alla vita francescana. A proposito di questo episodio il manoscritto citato recita: “… veden[d]osi da lui Ambrosio già maturo per la religione alla quale aspirava gli permise che vestisse il suo abito de’ minori nel convento della città di Massa di Toscana, ch’era il più vicino, e dove con straordinaria allegrezza con la direzione di dui frati datigli da fra Morico fece della pieve e del patrimonio la necessaria rinunzia e fin da quell’ora Ambrosio di Massa fu chiamato, secondo il costume che ancora oggi si osserva di chiamarsi i frati dal luogo di quel convento dove la figliolanza acquistano”. In seguito frate Morico, che era stato destinato a svolgere il suo apostolato ad Orvieto, portò Ambrogio presso di sé per assegnarlo al convento francescano che si stava costruendo in quella città. E qui conclusero entrambi le loro vite terrene, non senza aver lasciati evidenti segni del loro santo passaggio su questa terra.

(Tratto da: Massimo Sozzi, Dalla Maremma al Paradiso. Il percorso temporale e spirituale di frate Ambrogio da Massa, nato nel territorio di Scansano, “Le Antiche Dogane”, Anno V n. 44 – Febbraio 2003, pp. 12-13).

Località

via San Francesco 10, 58024 Massa Marittima Grosseto, Italy

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